Dizionario semplice

ABI

L’Abi è l’Associazione bancaria italiana; essa rappresenta, tutela e promuove gli interessi del sistema bancario e finanziario. (www.abi.it)

Aggiotaggio

Reato che si commette quando si alterano volutamente e in modo artificioso le quotazioni di Borsa di determinati titoli attraverso la diffusione di notizie false e tendenziose, con la finalità di lucrare sui movimenti del prezzo del titolo provocati dalla diffusione delle notizie stesse.

Al portatore

Il solo possesso di un titolo al portatore conferisce a chi lo possiede, cioè appunto al portatore, tutti i diritti dal titolo implicati. Costituiscono titoli al portatore le banconote.

Ammortamento

Quota di un costo pluriennale che è possibile imputare ai costi dell’anno in corso. In particolare è uno strumento contabile che permette di tenere in considerazione il deprezzamento dei beni nel corso del tempo.

Antitrust

Legislazione appositamente redatta per tutelare il mercato dalla presenza di monopoli e dall’esistenza di cartelli che possano alterare la libera concorrenza. Per attuare tale proposito è necessario che, oltre alle norme legislative, esista un soggetto pubblico che imponga il rispetto della legge.

Indica anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (www.agcm.it)

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, meglio nota come Antitrust, è stata istituita in Italia nel 1990. E’ un’istituzione indipendente, che prende le sue decisioni sulla base della legge, senza possibilità di ingerenze da parte del Governo né di altri organi della rappresentanza politica. L’Autorità garantisce il rispetto delle regole che vietano le intese anticoncorrenziali tra imprese, gli abusi di posizione dominante e le concentrazioni in grado di creare o rafforzare posizioni dominanti dannose per la concorrenza, con l’obiettivo di migliorare il benessere dei cittadini. Dal 2007 è stato affidato all’Antitrust il compito di tutelare i consumatori (e dal 2012 anche le microimprese) dalle pratiche commerciali scorrette delle imprese e dalla pubblicità ingannevole. Per garantire che il confronto sul mercato avvenga lealmente interviene anche contro la pubblicità comparativa che getta discredito sui prodotti dei concorrenti o confonde i consumatori. Dal 2012 è stata affidata all’Antitrust la tutela amministrativa contro le clausole vessatorie inserite nei contratti con i consumatori.

Dal 2004 applica la legge sul conflitto di interessi dei titolari delle cariche di Governo.

Arbitro bancario e finanziario

Soggetto operante dal 15 ottobre 2009 nell’ambito della tutela dei risparmiatori. L’articolo 128-bis del Testo Unico Bancario (TUB) e le disposizioni emanate dalla Banca d’Italia il 18 giugno 2009, in attuazione di una Deliberazione del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio del luglio 2008 hanno infatti istituito questo nuovo soggetto, che opera come mediatore nelle liti tra banche e clienti : in particolare i soggetti coinvolti sono le banche, gli intermediari iscritti negli elenchi previsti dal Testo unico bancario, gli istituti di moneta elettronica che operano in Italia, Poste italiane per le attività di Bancoposta e le banche e gli intermediari esteri che operano in Italia.

Questo nuovo organismo si occupa di conti correnti, mutui casa, della concessione di fidi , di applicazione di tassi ritenuti usurari, fino alla cessione del quinto di stipendio.

Il limite di competenza è rappresentato dal valore di € 100.000 se la controversia ha ad oggetto la richiesta di una somma di danaro, mentre non esistono limiti qualora la stessa verta sull’accertamento di diritti, obblighi e facoltà (si pensi ad esempio alla mancata consegna della documentazione sulla trasparenza o mancata cancellazione di un’ipoteca dopo l’estinzione di un mutuo).

La struttura organizzativa dell’arbitro bancario prevede tre collegi indipendenti situati a Milano, Roma e Napoli. Quello di Milano, in particolare, deciderà i ricorsi dei clienti che hanno il domicilio in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto. Le altre due sedi si occuperanno delle controversie relative a soggetti domiciliati nelle altre Regioni.

Altro limite di competenza dell’arbitro bancario riguarda la data di origine della controversia, essendo preposto, l’organismo citato, a decidere su fatti non anteriori al primo gennaio 2007.

La procedura avanti l’Arbitro bancario prevede preliminarmente l’invio di una reclamo alla banca la quale è tenuta a rispondere entro 30 giorni; in caso di silenzio o di risposta insufficiente da parte dell’ente creditizio si può attivare il ricorso all’Arbitro bancario finanziario scaricando il modulo dal sito dell’organismo (www.arbitrobancariofinanziario.it). Il ricorso all’arbitro puo’ avvenire via web, con posta elettronica certificata oppure per posta tradizionale, via fax ovvero a mano.

L’iter, dalla presentazione del ricorso fino all’adempimento da parte dell’intermediario, potrà avere una durata massima di 165 giorni. La banca che soccombe nel giudizio davanti all’Abf e non rispetta la decisione del collegio vedrà il suo nome pubblicato sul sito dell’Arbitro con conseguente danno alla reputazione.

La procedura prevede inoltre un contributo, a carico del risparmiatore, di 20 euro, che viene rimborsato dall’intermediario se il ricorso viene accolto.

ASSEGNO

Ordine di pagamento scritto con il quale si chiede alla propria banca di versare una somma a un’altra persona. Per poter emettere un assegno dobbiamo essere titolari di un conto corrente, sottoscrivere una “convenzione di assegno”, depositare presso la banca la nostra firma e avere denaro sufficiente sul conto corrente per la riscossione dell’assegno da parte del beneficiario. Dopo aver fatto queste cose possiamo avere il libretto degli assegni, che ne contiene di solito 10 o 20. Questi sono già impostati secondo una forma predefinita composta da due parti: la “madre”, il talloncino unito al libretto, e la “figlia”, che costituisce il vero e proprio assegno. Il consiglio è quello di custodire le “madri” per controllare gli estratti conto.

L’emissione di assegni senza avere soldi sufficienti sul conto costituisce un illecito amministrativo punito con sanzioni e con il divieto di almeno sei mesi di emettere nuovi assegni di qualsiasi altra banca.

AZIONI

Titoli rappresentativi di una quota della proprietà di una società. E’ possibile emettere diversi tipi di azioni: all’interno di ciascuna categoria le azioni devono essere uguali e offrire uguali diritti.

Si distinguono quindi azioni ordinarie, di risparmio e privilegiate.

A) Azioni ordinarie

Sono le azioni nominative, da distinguere rispetto alle azioni di risparmio e alle azioni privilegiate, che assegnano diritti patrimoniali quali il diritto al dividedno, diritto al rimborso del capitale in caso di scioglimento della società e il diritto di opzione in caso di aumento del capitale; attribuiscono anche diritti amministrativi quale il diritto di voto nell’assemblea ordinaria e straordinaria della società.

B) Azioni di risparmio

Azioni i cui possessori godono di un privilegio nella distribuzione degli utili della società, di solito pari al 5% del valore nominale delle azioni, e sul capitale in caso di liquidazione della società. Queste azioni però non consentono ai possessori di esprimere il proprio voto nelle assemblee ordinarie o straordinarie degli azionisti. Possono essere emesse solo da società con azioni ordinarie quotate in Borsa.

C) Azioni privilegiate

Sono azioni che godono del “privilegio” di ricevere un dividendo più alto di quello distribuito ai possessori di azioni ordinarie. Non hanno però diritto di voto nelle assemblee ordinarie degli azionisti.

Banca centrale

È l’istituzione che ha il compito di assicurare il controllo dell’inflazione, del cambio della valuta di un Paese e in alcuni casi della crescita. Nella zona euro la Banca Centrale è la BCE – vedi – negli Usa la Fed.

BANCOMAT

Principale carta di debito in Italia; consente l’utilizzo del sistema nazionale degli sportelli automatici. Il servizio, normalmente, è un accessorio al contratto di conto corrente. Al bancomat è associato il Codice Personale Segreto, denominato PIN. In caso di smarrimento o furto del bancomat dovete immediatamente bloccarlo rivolgendovi alla vostra filiale oppure contattando il numero verde del circuito bancomat 800822056.

Nel caso in cui la carta venga “catturata” dall’apparecchio e successivamente ci siano prelievi abusivi, dovete provvedere immediatamente al blocco della carta e la Banca sarà tenuta a restituirvi i soldi prelevati da altre persone.

Benchmark

Indice che descrive l’andamento di un mercato (che può essere azionario o obbligazionario) e che viene utilizzato per valutare l’andamento di un titolo (azione, obbligazione o fondo).

Blue chip

Indica le azioni delle società che beneficiano di una grande capitalizzazione di Borsa. Il termine, comunemente usato in Borsa, deriva dalle fiche blu a cui nei giochi d’azzardo sono associati i valori maggiori.

 Bond

In italiano obbligazione: Strumento finanziario che consente a investitori privati e pubblici di raccogliere fondi presso i risparmiatori, o obbligazionisti, che le sottoscrivono. Tali strumenti attribuiscono al possessore il diritto al rimborso del capitale più un premio che può essere pagato sotto forma di interesse periodico (cedola) o tutto a scadenza.

Bot

Acronimo di Buoni ordinari del Tesoro, titoli di Stato: possono essere sottoscritti per un importo minimo di 1000 euro. Sono rimborsati in un’unica soluzione alla data di scadenza e non pagano cedole. Sono acquistabili presso banche e uffici postali. Sono negoziati in Borsa sul Mot, ma le banche possono anche negoziarli sul mercato Mts. La loro durata è di 3, 6 o 12 mesi.

 Capital Gain

È il guadagno in conto capitale. Si verifica quando c’è una differenza positiva tra il valore corrente di un’attività e il prezzo a cui è stata acquistata (ossia il suo costo storico).

 Consob

La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob), istituita con la legge n. 216 del 7 giugno 1974, è un’autorità amministrativa indipendente, dotata di personalità giuridica e piena autonomia con la legge 281 del 1985, la cui attività è rivolta alla tutela degli investitori, all’efficienza, alla trasparenza e allo sviluppo del mercato mobiliare italiano (www.consob.it)

CTZ

Acronimo per Certificati del Tesoro zero coupon. Sono titoli di Stato privi di cedole, a tasso fisso e con una durata all’emissione di 18 o 24 mesi. Il rendimento del titolo è dato dalla differenza tra il valore nominale e il prezzo di emissione.

Derivato

Si tratta di un prodotto finanziario il cui prezzo dipende dal valore sul mercato di altri titoli o attività, detti sottostante. Esistono sia derivati quotati, trattati su specifici mercati regolamentati, sia derivati non quotati, scambiati su mercati non regolamentati.

Euribor (Euro Interbank Offered Rate)

È il tasso di interesse al quale le banche si prestano denaro fra loro. Il tasso è variabile per l’intera zona euro. Il suo livello è fissato da un paniere di 57 banche della zona euro e dipende direttamente dal livello del tasso ufficiale fissato dalla Banca centrale europea.

Fondo comune d’investimento

È una sorta di “cassa comune” in cui confluiscono i patrimoni dei risparmiatori, che poi vengono investiti dalla società di gestione in diversi strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, titoli di Stato) in relazione al tipo di fondo. Ogni sottoscrittore ha diritto a una quota di questo patrimonio comune, in proporzione al capitale investito.

Fondo bilanciato

Fondo comune d’investimento che investe in percentuale significativa in diversi tipologie di strumenti finanziari (sia azioni sia obbligazioni). A seconda della prevalenza di azioni o obbligazioni, i fondi bilanciati possono essere definiti difensivi (se hanno prevalenza di obbligazioni), neutri (con proporzioni analoghe di azioni e obbligazioni) o dinamici (se hanno prevalenza di azioni)

Gestore (money manager)

È l’operatore che si occupa della gestione di un fondo o di un patrimonio.

Hedge fund

Detti anche fondi speculativi, gli hedge fund ricorrono a una qualunque strategia di gestione per ottenere un rendimento, indipendente dall’evoluzione dei mercati.

Home banking

È un servizio telematico in base al quale ogni titolare di conto corrente appositamente creato per l’utilizzo on-line può effettuare una serie di operazioni bancarie direttamente dal proprio domicilio utilizzando il proprio computer.

Isvap

Acronimo per Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo. Istituito nel 1982 è un ente pubblico che esercita funzioni di vigilanza nei confronti delle imprese di assicurazione secondo le linee guida dettate dal Governo. Al fine di assicurare la piena integrazione dell’attività di vigilanza nei settori finanziario e assicurativo, anche attraverso un più stretto collegamento con la vigilanza bancaria, la L. 135/2012 ha previsto l’istituzione dell’IVASS (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) che succederà in tutte le funzioni, le competenze e i poteri dell’ISVAP secondo i termini e i tempi stabiliti dalla medesima legge e opererà sulla base dei principi di autonomia organizzativa, funzionale e contabile.

Index linked

Obbligazioni o polizze la cui prestazione a scadenza dipende dall’andamento di un parametro di riferimento che può essere un indice azionario, un paniere di titoli o un altro indicatore.

Insider

Chi ha accesso a informazioni riservate prima che siano rese pubbliche e tali da influenzare le società e i titoli a cui si riferiscono.

Libretto di risparmio

È una delle possibili forme per depositare soldi in posta, ma anche presso alcune banche. Sul libretto, che è in forma cartacea, vengono riportate tutte le operazioni di deposito e di ritiro di contanti. Il libretto può essere al portatore o nominativo. Se è nominativo l’addetto dell’istituto è tenuto a verificare che chi lo presenta sia l’intestatario del conto o altra persona autorizzata, mentre se è al portatore è sufficiente presentare il libretto. Il Decreto Salva Italia ha efficacia anche sui libretti postali o bancari al portatore sui quali dal primo luglio 2012 non potranno essere depositati più di 999,99 euro.

Mutuo

Il mutuo può avere una durata che va dai 5 ai 30 anni.

La principale componente del costo del mutuo è costituita dagli interessi. Agli interessi si aggiungono altri costi, tutti indicati nel Foglio informativo. Quando viene stipulato un mutuo, infatti, è obbligatoria la consegna del “foglio informativo” e del “documento di sintesi”, nei quali è riportato un “Indicatore Sintetico di Costo” (ISC), denominato TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale). Nella scelta del mutuo dovete tenere in considerazione non solo il tasso di interesse ma anche lo “spread”, il ricarico che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo. Nel corso della durata del mutuo è possibile procedere alla ESTINZIONE ANTICIPATA del MUTUO. Ricordatevi che sono state abolite le penali di estinzione anticipata totale o parziale sui mutui contratti con banche, finanziarie o enti previdenziali. Si può anche procedere alla SURROGA che consente di trasferire il mutuo, l’apertura di credito o altri finanziamenti contratti con una banca, un istituto finanziario o un ente previdenziale ad altri intermediari. E alla RINEGOZIAZIONE. Quando si ricontratta un mutuo è possibile rinegoziarlo con la stessa Banca con il quale è stato stipulato. La rinegoziazione non comporta l’estinzione del vecchio contratto di mutuo e l’accensione di uno nuovo, ma la modifica dei dettagli dell’accordo.

 

Per maggiori informazioni consultare www.abi.it

Nasdaq

Mercato americano in cui sono quotate le società tecnologiche, ovvero le società che operano per lo più nel settore informatico, della comunicazione, delle biotecnologie. I titoli sono a volte identificati anche con la sigle ”Tmt”, sigla che sta per Tecnologia media telecomunicazioni. Il Nasdaq ha vissuto un momento eccezionale negli anni del grande boom della new economy, a cavallo tra la fine degli anni 90 del secolo scorso e l’inizio di questo secolo, raggiungendo l’apice delle quotazioni nel 2000. Dopo la fine della grande bolla speculativa, che ha investito i mercati azionari di tutto il mondo, i numerosi fallimenti, gli scandali societari, come quello di Wordcom, hanno appannato la fama del Nasdaq, che oggi conta un numero inferiore di società quotate rispetto al passato.

Obbligazione

Titolo di credito emesso da una società privata o dallo stato al momento di accendere un debito, di cui rappresenta un’aliquota.

Opa

Acronimo per Offerta pubblica di acquisto. Con questo termine si indica la proposta di acquisto delle azioni di una società da parte di un’altra, in un periodo predeterminato e a un prezzo fissato. L’Opa è disciplinata sia dal Testo Unico in materia di intermediazione finanziaria, il n. 58/1998, sia da disposizioni della Consob. Gli scopi dell’Opa possono essere ricondotti a due motivazioni fondamentali: tentare di acquisire il controllo di una società, attraverso l’acquisto di tutte le azioni della stessa, facendo un’offerta a tutti gli azionisti (Opa volontaria), oppure, nelle circostanze disciplinate dalla legge, offrire agli azionisti di titoli ormai fuori mercato la possibilità di vendere le azioni in loro possesso al prezzo di mercato (Opa obbligatoria).

Pronti contro termine

Contratto sottoscritto tra un soggetto e una banca, in base a cui la banca vende al cliente titoli che si impegna a riacquistare a scadenza a un prezzo convenuto. La differenza tra controvalore di vendita e quanto pagato all’acquisto è il rendimento dell’operazione per i risparmiatori.

Private equity

Acquisizione di partecipazioni in società non ancora quotate in Borsa, ma con elevate prospettive di crescita nel medio lungo periodo, da parte di investitori istituzionali, banche, fondi chiusi o altri operatori specializzati. A differenza degli investimenti di venture capital – vedi infra – gli investimenti di private equity sono finalizzati alla crescita, al finanziamento di nuove attività aziendali e, a volte, alla preparazione alla quotazione delle società. Lo scopo degli investitori è di ottenere un guadagno all’atto della cessione della partecipazione o della quotazione in Borsa dell’azienda.

Rating

È la valutazione effettuata da società internazionali specializzate (Standard & Poor’s, Moody’s) che serve per determinare l’affidabilità di chi emette obbligazioni. Viene indicato con una serie di lettere dove la lettera A indica i titoli più affidabili (ad esempio con Moody’s: AAA eccellente, AA ottimo, A1 buono, A2 disceta, A3 sufficiente); B e C un’affidabilità via via in calo (e comunque inferiore a quella dei titoli che vi consigliamo) e D una situazione di Default.

Recessione

Si parla di recessione quando il Prodotto interno lordo – vedi infra – di una nazione è in diminuzione per due trimestri consecutivi.

Sicav

Società assimilabile a un fondo comune di investimento aperto, con la differenza che il sottoscrittore assume la figura di socio, con la possibilità teoricamente di influire, mediante l’esercizio del diritto di voto, sulla politica gestionale.

Swap

È uno strumento derivato, composto da un contratto stipulato tra due sottoscrittori per lo scambio di flussi finanziari, secondo specifiche modalità. Il contratto è sottoscritto attraverso un intermediario finanziario che gestisce l’operazione e controlla il regolare svolgimento di questa, garantendo le controparti dal reciproco rischio d’insolvenza. Può essere sottoscritto nel mercato delle obbligazioni (bond swap) e comporta lo scambio di titoli di diversa durata e rendimento; nel mercato dei cambi lo swap (currency swap) implica lo scambio di flussi di pagamento periodici in valute diverse; nel mercato dei capitali lo swap (interest rate swap) si riferisce allo scambio di flussi di interessi periodici, nella stessa valuta; sul mercato delle commodities, la sottoscrizione di un commodity swap comporta lo scambio di un flusso monetario riferito al prezzo del bene oggetto del contratto. La sottoscrizione di uno swap è motivata dalla possibilità di ottenere finanziamenti a basso costo o procurarsi attività a elevato rendimento, ma ha anche lo scopo di ottenere una valida copertura contro il rischio di tasso di interesse interest rate swap, o contro il rischio di cambio currency swap o da un’attività di speculazione. Lo swap non è negoziato sui mercati regolamentati, ma su mercati over the counter, vedi.

Stock option

È una forma di incentivo e di remunerazione che l’azienda può concedere al proprio personale. Consiste nell’assegnazione di opzioni che permettono di sottoscrivere o di acquistare in futuro azioni della società a un prezzo prefissato, in una data prefissata (opzione europea) o in un intervallo di tempo prefissato (opzione americana). Questa assegnazione può avvenire attraverso un aumento di capitale gratuito, un aumento di capitale a pagamento o con la cessione di azioni in circolazione. Attraverso i piani di stock option, una parte variabile della remunerazione del personale dell’azienda è legata ai risultati della società che dovrebbero riflettersi nel valore di mercato del titolo. È un modo per rafforzare la possibilità di condividere con il personale gli obiettivi aziendali di medio-lungo periodo. Quando l’assegnazione a titolo gratuito ha per oggetto azioni della società, questo tipo di incentivo è definito stock grant.

 TAEG

TAEG è in sostanza un indice del costo totale del credito a carico del consumatore e rappresenta lo strumento principale di trasparenza nei contratti di credito ai consumatori. Esso viene definito nella normativa come il tasso che rende uguali, su base annua i valori attuali di tutti gli obblighi finanziari (prestiti, rimborsi e oneri) esistenti o futuri assunti dal creditore e dal consumatore.

Il TAEG esprime – in termini percentuali rispetto al capitale erogato – il costo totale effettivo del credito a carico del consumatore, includendo oneri diversi e ulteriori rispetto al tasso di interesse che il consumatore dovrebbe corrispondere alle banche e agli intermediari finanziari ove decidesse di concludere il contratto (ad esempio: le spese di riscossione dei rimborsi e di incasso delle rate, se stabilite dal creditore; il costo dell’attività di mediazione svolta da un terzo, se necessaria per l’ottenimento del credito). Alcuni oneri non sono inclusi nel TAEG, ad esempio: le spese connesse a un eventuale inadempimento, le spese per il trasferimento dei fondi, le spese per assicurazioni o garanzie, ad eccezione di quelle che, imposte dal creditore, riguardano particolari eventi della vita del consumatore, quali la morte, l’invalidità, la disoccupazione.

Nell’economia complessiva della disciplina del credito ai consumatori, il TAEG assolve una funzione essenziale. Infatti, l’indicazione del costo complessivo del credito nella pubblicità, negli uffici commerciali dell’intermediario e nella documentazione messa a disposizione del consumatore prima della conclusione del contratto consentono di: a) disporre di informazioni omogenee e attendibili sul costo effettivo del credito tra le diverse offerte presenti sul mercato; b) potere raffrontare la convenienza delle diverse offerte di credito.

Il calcolo del TAEG presuppone che siano conosciuti in anticipo gli elementi che ne determinano il risultato (ad esempio: l’entità del finanziamento, i tempi di restituzione del finanziamento medesimo). Ove questi elementi non sono noti, è escluso che debba essere richiesto il calcolo del TAEG (ad esempio: ciò è quanto avviene per le aperture di credito in conto corrente non connesse all’utilizzo di carta di credito).

• Differenza fra TAEG e TEG

Il TAEG non deve essere confuso con il Tasso Effettivo Globale (TEG).

Il TEG fornisce elementi utili ad accertare se le condizioni di costo (spese, interessi e oneri di varia natura) delle operazioni creditizie praticate dalle banche e dagli intermediari finanziari presentano carattere usurario. Le operazioni creditizie sono a tal fine ripartite in categorie omogenee (le categorie di crediti al consumo – crediti finalizzati, crediti a rotazione o revolving, prestiti personali, la cessione del quinto dello stipendio – e anche altre categorie di rapporti creditizi), e, all’interno delle singole categorie omogenee, suddivise per classi di importo. E’ anche importante rilevare che mentre il TAEG riguarda le sole operazioni di finanziamento concluse con i consumatori, il TEG si applica anche ai rapporti creditizi in essere con le imprese.

Tasso d’inflazione

Il tasso di inflazione rappresenta l’incremento percentuale dei prezzi riferito a un determinato periodo (mese, trimestre, anno) e relativo a determinate categorie di merci o raggruppamenti delle stesse.

Tasso di interesse

È il tasso di remunerazione del capitale prestato. Non esiste un unico tasso di interesse. Il tasso di interesse è infatti dipendente da diversi fattori come la durata del prestito, l’ammontare dello stesso e l’affidabilità di rimborso del prenditore.

Tasso ufficiale di sconto (Tus)

Tasso di interesse debitorio applicato dalla Banca d’Italia ai prestiti concessi agli istituti di credito. Fino a qualche anno fa il Tus era un tasso importante in quanto costituiva la base di determinazione di tutti gli altri tassi di mercato. Oggi la funzione del Tus è assolta dai tassi applicati nel mercato interbancario.

Unit linked

Termine usato in ambito assicurativo per quelle polizze vita legate a fondi o quote di fondi il cui rendimento è dato dall’andamento di fondi comuni d’investimento o degli indici di Borsa

Venture capital

Sono i fondi messi a disposizione di società, o anche solo di chi ha progetti, con grandi potenzialità di sviluppo. Li forniscono le società di venture capital assieme a consulenze e competenze manageriali entrando nel capitale dell’azienda. Dopo un certo periodo la società che ha ricevuto il finanziamento viene rivenduta o quotata in Borsa.

Warrant

È il diritto conferito all’investitore di acquistare (warrant call) o vendere (warrant put) una certa quantità di azioni in un periodo determinato e a condizioni predefinite. Il warrant call permette di aumentare i guadagni su un’azione in fase di crescita, mentre il warrant put permette di coprirsi dal rischio di ribasso di un’azione in portafoglio. Le variazioni del prezzo del warrant, amplificano le variazioni del prezzo del titolo sottostante.

Zero coupon

Sono obbligazioni che non distribuiscono interessi periodici mediante lo stacco di cedole: il loro rendimento è dato dalla differenza tra quanto incassato al rimborso e quanto sborsato all’emissione. BoT e CTz sono tipici zero coupon.

Approfondimenti:

Indicatori di costo: ISC e TAEG

In pillole, il problema Sovraindebitamento

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