In pillole: il credito ai consumatori

Il credito ai consumatori è un prestito finanziario destinato all’acquisto di un bene, concesso al cliente da una banca, da una società finanziaria o da un negozio convenzionato con un intermediario finanziario. Sono considerati credito ai consumatori i prestiti da 200 a 75.000 euro. Il credito ai consumatori comprende anche i prestiti non finalizzati, tra cui la cessione del quinto dello stipendio, gli acquisti a rate, le carte di credito. Nel momento in cui si decide di farsi prestare denaro, è opportuno richiedere preventivi ai diversi soggetti autorizzati (banche e società finanziarie).

Una particolare cautela deve essere utilizzata nei confronti delle società di mediazione: queste infatti non erogano direttamente il prestito, ma si incaricano di facilitare i contatti con le aziende erogatrici. Spesso queste stesse società di mediazione chiedono compensi anticipati, indipendentemente dall’esito della ricerca, il rischio quindi è di spendere soldi senza ottenere risultati. E’ buona prassi avere la certezza di poter rimborsare le rate.

Possono concedere il credito ai consumatori:

– le Banche,

– Poste Italiane,

– le Società di intermediazione finanziaria, purché in regola con la legge 197/91 e iscritte all’albo presso l’Ufficio italiano dei cambi; i negozi di beni e servizi, ma solo nella forma della vendita a rate.

Il consumatore ha diritto di richiedere copia del contratto, senza costi e senza obbligo di sottoscrizione.

E’ opportuno informarsi preventivamente su oneri e spese: tasso nominale, TAEG ed eventuali garanzie personali o cambiarie; altrettanto importante è evitare acquisti con la formula “compro oggi, pago fra 12 mesi”: il calcolo degli interessi parte dal momento dell’acquisto e non da quando si comincia a pagare. Inoltre, in un periodo così lungo non è facile prevedere la disponibilità di denaro per poter saldare l’acquisto a fronte di qualsivoglia imprevisto accaduto durante l’anno.

Il contratto di concessione del credito ai consumatori riguarda il consumatore e l’istituto finanziatore, non l’eventuale venditore; infatti si tratta di due contratti distinti e separati: il contratto di compravendita del bene o del servizio e il contratto di finanziamento. In caso di contrasti con il venditore, il consumatore non è esonerato dal pagamento delle rate. La sospensione delle rate può avvenire solo in caso di inadempimento del venditore (ad esempio: la mancata consegna del bene, la non conformità, ecc.). In questo caso, il consumatore, dopo aver chiesto inutilmente l’adempimento al venditore, può comunicare al finanziatore la sospensione del pagamento delle rate. Prima di accedere ad un finanziamento è bene avere la ragionevole sicurezza di poter disporre nel tempo, e in modo continuativo, del denaro necessario per il pagamento delle rate, tenendo conto del reddito della famiglia e di possibili imprevisti. Ricorrere in modo superficiale e avventato a forme di finanziamento, può condurre al sovraindebitamento, condizione in cui l’accumularsi dei debiti rende difficile far fronte perfino a spese ordinarie come l’affitto, le bollette, le spese scolastiche o mediche.

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